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La storia dell'isola di Lussino

Ignoto fino al 13° secolo, Losinj è stata una marinara isola-stato, a volte governati dai francesi, e aveva la propria infrastruttura industriale. Moderno Lussino ha ora sviluppato in una stazione climatica grazie al suo clima guarigione.

Tutto è iniziato con 12 famiglie croate ...

A differenza di Cres/Cherso, l’isola di Lussino sino al XIII secolo era prevalentemente terra di pascolo per il bestiame (soprattutto pecore) e, in quanto tale, praticamente disabitata. I primi abitanti di Lussino fanno la loro apparizione nel 1280, quando, nel territorio dell’attuale Lussingrande (Veli Lošinj) si stanziarono dodici famiglie di croati. Quest’insediamento fu battezzato Velo Selo, a cui seguì più tardi, nell’area di cala S. Martino (Sv. Martin), il paese di Malo Selo. Gli altri insediamenti dell’isola sorsero, invece, sulla costa orientale.

La principale occupazione degli abitanti dell’isola era l’allevamento del bestiame, anche perché la terra non era adatta alla coltivazione. I primi abitanti di Lussino parlavano solo il croato, e con la gente di Osor, allora capoluogo dell’isola, mercanteggiavano con l’ausilio d’un interprete. Offuscata da Osor, principale centro dell’isola, Lussino crebbe pian piano, sino ad arrivare al XVIII secolo, quando, anche grazie alla pesca ed all’attività marinara, ebbe inizio un periodo di sviluppo più intenso.

Un isola marittima

Alla flessione dell’influenza veneziana su quei territori, corrispose un rafforzamento delle posizioni dell’Austria, che nel 1717 proclamò la libera navigazione nel mare Adriatico. A quel tempo Lussingrande e Lussinpiccolo avevano già 105 navi mercantili, mentre, sul finire del dominio veneziano (1796), Cherso, Lussingrande e Lussinpiccolo disponevano di ben 101 velieri per la navigazione di lungo corso.

Al termine della Guerra di Presburgo, nel 1805, l’arcipelago viene riconsegnato ai francesi. Fu quello un periodo di sviluppo delle condizioni economiche delle isole: si costruiscono le strade Osor – Cres e Cres - Veli Lošinj, inizia un programma di imboschimento delle aree brulle, si sviluppa la zootecnia, si restaurano gli edifici, nascono i primi vivai, ecc.

L'industrializzazione e la cantieristica

A metà del XIX secolo Lussino era una realtà industrial - capitalistica già formata. La città di Lussinpiccolo, nel 1844, contava 5300 abitanti (come la Belgrado d’allora). La città aveva sei cantieri navali, e per numero di velieri per la navigazione di lungo corso (21 in tutto), nel 1868 era al secondo posto alle spalle di Trieste nella cantieristica navale dell’Impero austroungarico.

La vertiginosa ascesa delle attività marittime e della cantieristica navale in Lussino fu senz’altro uno dei fenomeni più significativi nella storia della marineria dell’Adriatico orientale. Eppure, nonostante ciò, lo sviluppo subì una brusca frenata a causa dell’avvento dei piroscafi d’acciaio, più forti e veloci… e fu così che Lussino perse il suo posto al sole.

Turismo prevale

Lussino, nonostante tutto, continua a progredire, seppure verso una nuova direzione. Grazie al suo clima salubre, l’isola fu riconosciuta come luogo ideale per la cura di varie patologie respiratorie. Ed inizia, così, la sua avventura turistica. Uno dei personaggi più meritevoli fu senz’altro Ambroz Haračić, il quale fu tra i primi a riconoscere le proprietà benefiche del clima lussignano. Grazie a lui, un gruppo di medici austriaci della facoltà di medicina di Vienna richiamarono l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale su Lussino come destinazione adatta alla terapia climatica.

Lussino prese così a svilupparsi in quella direzione, e continuerà negli anni a venire a svilupparsi come destinazione turistica.

La storia del movimento campeggistico sull’isola di Lussino:
  • il campeggio Čikat è menzionato per la prima volta nel lontano 1955, quando, nel territorio del bosco di Čikat, fecero la loro apparizione i primi turisti con tenda al seguito, consapevoli del vantaggio di campeggiare in una pineta a due passi dal mare.
  • campeggio Baldarin – i primi campeggiatori giunsero da Maribor (Slovenia) nel 1969.
  • campeggio Bijar – la tradizione campeggistica di Osor inizia nel 1964 grazie ad alcuni turisti francesi che piazzarono le prime tende e costruirono i primi impianti igienico-sanitari, seguiti a ruota da gruppi di giovani campeggiatori tedeschi.